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“Magna Magna” generale

Che l’Italia sia una nazione con un alto tasso di corruzione e “magna magna” è un fatto noto a livello mondiale, ma che si speculi su una categoria di lavoratori è una cosa ignobile, è vergognoso.

La categoria in questione è quella del marittimo, un individuo di cui milioni di italiani non conoscono nemmeno l’esistenza; Non è una forza elettiva, non è un lavoratore riconosciuto nello statuto dei lavoratori, non appartiene a quella fascia di lavoro considerato “usurante”e non è più neanche competitivo professionalmente a livello europeo ed internazionale, insomma è un lavoratore “astratto” che, pertanto, di conseguenza, non è considerato.

Il suo declino è iniziato quando in Italia è stato eliminato il “Ministero della Marina Mercantile”, era il 1982. Un ministero che era un fiore all’occhiello dell’Italia, dell’Europa e, oserei dire, del mondo intero. E dire che tutte le normative internazionali dettate prima dall’IMO, poi dalla STWC ecc. sono state scopiazzate da ciò che, in Italia, già dal diciottesimo secolo, era stato regolamentato per la ns flotta mercantile. E non dimentichiamo che, il primo Codice della Navigazione antecedente all’ Unità d’Italia, fu redatto a Napoli, nel 1781, cosa dire di più!!!!!!!!.

Oggi assistiamo ad una lenta agonia del marittimo italiano, lo Stato, con le varie riforme fatte in passato e negli ultimi anni, ha smantellato quanto esisteva di buono e che rappresentava l’orgoglio marinaresco della nostra nazione. Si è pensato solo ad arricchirsi speculando sulla pelle del marittimo. I Sindacati maggiori, secondo il motto “dividi et impera” hanno frazionato la forza lavorativa marittima così da non avere problemi nella gestione dei contratti e quant’altro riguardasse i poveri lavoratori del mare. Le Associazioni degli armatori, da parte loro, hanno capito benissimo che si potevano arricchire alla faccia di questi lavoratori e dell’intero sistema Italia, hanno ottenuto benefici fiscali, previdenziali e riscosso fondi statali, vedi la società COSTA che ha costruito navi passeggeri con soldi italiani per poi farci imbarcare equipaggi con solo lo 0,05% di marittimi italiani, e così anche la società Grimaldi ecc.

E cosa vogliamo dire dei centri di formazione che si stanno arricchendo, grazie allo Stato italiano che, per adeguarsi agli emendamenti di Manila 2010 ha applicato il decreto attuativo solo nel 2016 rincorrendo a destra e a sinistra i tempi necessari per mettersi in linea con gli adeguamenti e con il rischio di fermare l’intera flotta nazionale? E’ normale che, per sfruttare questa situazione, sono nati centinaia di centri che si sono tuffati a capofitto per accaparrarsi i corsi e fare il loro business!!!.

Da fine gennaio, il paradosso all’italiana, furono chiusi tutti centri in Campania, regione con la più grande platea marittima italiana, dove si svolgevano i corsi antincendio. Da quel momento l’unico centro più vicino alla Campania, era quello di Anzio. Da qualche mese a questa parte, questi corsi non è possibile farli in nessun’altra parte sul territorio nazionale!!!!! La motivazione principale è quella di adeguarsi alle nuove normative. Noi ci chiediamo: “Era necessario sospendere per tale corso tutti i centri di addestramento CONTEMPORANEAMENTE ? Non era più logico e sensato adeguarne uno per volta?” Tutto ciò è sconvolgente ed ai marittimi ed alle società di navigazione che chiedono come fare, la risposta del Ministero e delle autorità competenti è: ATTENDERE.

Sono cose dell’altro mondo!!!!

Qualcuno ha già detto recentemente che il marittimo italiano entro 10 anni non esisterà più. Ma noi, purtroppo, siamo convinti che, con questo andazzo, tempo 3, massimo 5 anni e questa figura è destinata a scomparire del tutto per far posto ad altre persone professionalmente più valide, già formate ed in possesso della necessaria certificazione.

E cosa dicono i Sindacati al riguardo? Le Associazioni di categoria riconosciute giuridicamente dallo stato cosa fanno e cosa dicono?

Vogliamo concludere dicendo che

“È SOLO UN MAGNA MAGNA GENERALE, VIVA LARIVOLUZIONE CULTURALE MARITTIMA IN ITALIA ED IN EUROPA!!!!!!!!!

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Marittimi, l’intervista esclusiva all’armatore Vincenzo Onorato

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