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Manifestazione a napoli presso Stazione Marittima

Ieri è stata un’altra giornata importante per la nostra Associazione, abbiamo manifestato durante il convegno, tenutosi presso la stazione marittima di napoli sul “Il rilancio del mezzogiorno attraverso la logistica intermodale sostenibile”, che con noi non si scherza. Infatti tutti i partecipanti al seminario, si sono arroccati nelle mura della stazione marittima senza chiedersi chi erano quei 300 “morti di fame” e cosa volessero, lo scudo creato dalla polizia (tra l’altro molto collaborativa e questo bisogna sottolinearlo) non ha permesso di andare oltre una barriera di protezione. Il corteo formato, oltre dai marittimi disoccupati, erano presenti mogli, bambini ed anziani, che, manifestando in modo civile, dignitoso e con rabbia in corpo, ha dimostrato la compattezza del momento per affrontare le varie tematiche marittime.

Al convegno il Ministro DELRIO non era presente, per motivi istituzionali e questo ci ha reso giustizia per il mancata partecipazione al nostro convegno. Era presente il Vice Ministro NENCINI, il quale sceso giù per andare via ha voluto incontrarci per ascoltare le motivazioni della manifestazione. Attento e sintetico ha detto che parlava con il Ministro DELRIO per fissare un appuntamento con lui, previa lettera di richiesta per un incontro, a questo ci ha consigliato di stilare anche un’altra richiesta d’incontro al Presidente dell’Autorità Portuale di Napoli.

Questa manifestazione, inaspettata per il Sig. GRIMALDI, presidente dell’Associazione “ALIS”, che ha chiamato a raduno tutti i vertici della “Intermodalità Logistica” italiana per il “rilancio del Sud”, parole belle ma fatti poco, noi diciamo al Sig. GRIMALDI, invece di fare tanto clamore consideri di far conoscere i ruolini equipaggi a bordo delle sue navi e a rispettare le leggi italiane. Lui che conosce pochissimo i suoi dipendenti e come vivono a bordo, lui che non è sceso mai a fianco del popolo marittimo italiano, lui che non conosce minimamente la disoccupazione, la fame e la miseria, sia più umano possibile verso i lavoratori italiani di questo settore.

Noi non siamo polemici, come altri ci accusano, ma siamo realisti, siamo gente concreta e schietta e che fi quanto non si porti la marineria italiana al giusto posto che gli compete, staremo sempre in “guerra” .          

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