Analisi del comparto marittimo italiano 2016

Analisi del comparto marittimo italiano 2016
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In questo momento più che portare un ulteriore contributo “Convenzionale”, vogliamo provare a proporre delle riflessioni su alcuni aspetti che sono fonte di preoccupazione per i lavoratori del settore Marittimo, Portuale e Cantieristico, cui orgogliosamente apparteniamo.

Oggi il Comparto Marittimo Italiano, ha subito una forte crisi, ma è capace di riorganizzarsi su basi parzialmente nuove ed è in grado di limitare la perdita di terreno subita in termini di competitività e può avere ancora un peso rilevante nell’Economia Nazionale.

L’Italia mantiene il 1° posto in Europa per importazione via mare, con 185,4 milioni di tonnellate di merci ed è al 3° posto per esportazioni con 47 milioni di tonnellate.

Per il traffico passeggeri l’Italia è al 1 ° posto con 6,7 milioni di persone come base di partenza e di destinazione delle crociere, il “Cluster” marittimo contribuisce attualmente al 2.6 del PIL Nazionale.

La forza dei trasporti marittimi, soprattutto al Sud Italia, sta nella diffusa presenza di imprese familiari con una forte tradizione, ben radicata nel tessuto produttivo Nazionale con un alto grado di Internazionalizzazione, un elevata capacità di innovazione dei servizi ed un alta capacità d’investimento.

Non dimentichiamo inoltre le difficoltà che incontra il trasporto marittimo a dover gestire il problema pirateria sempre più presente in alcune aree del mondo.

L’opportunità di miglioramento dell’armamento Italiano, sta nell’avere una flotta sempre più moderna con equipaggi professionali, possibilmente Italiani, ed offrire un servizio di trasporto efficiente e flessibile.

Ma, per il raggiungimento di tali obbiettivi, occorre che i porti siano più efficienti ed in grado di rinnovarsi con strutture polifunzionali.

Speriamo quindi in nuovi investimenti da parte del governo finalizzati ad incrementare i volumi di traffico merci, dall’Asia Orientale verso il Nord Europa.

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