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Giornata mondiale dei marittimi Comunicato Stampa

 

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I! 25 Giugno è stata dichiarata, dall’ “International Maritime Organization” la “Giornata Mondiale del Marittimo”.
Si è voluto esprimere apprezzamento è gratitudine alla “Gente di Mare” di ogni parte del mondo per il loro contributo al commercio e all’economia mondiale.
Finalmente si porta alla ribalta, la figura di questo “silenzioso e sconosciuto” lavoratore che con notevoli sacrifici, svolge un lavoro pericoloso, difficile, stressante ma affascinante.
Quest’uomo che si sacrifica per la sua famiglia, per mesi e mesi lontano dalla propria casa e dai propri affetti, condividendo con la solitudine, il mare in tempesta, le preoccupazioni, i cambiamenti climatici; quest’uomo che si tempra con tutto questo in gran silenzio ed abnegazione.
Il marittimo Italiano è stato sempre apprezzato a livello internazionale per la sua professionalità e competenza, la flotta Italiana era una delle più grandi flotte al mondo sia per il trasporto di merci che di passeggeri. Il Gruppo Finmare era il vanto della nostra marineria, tanto che, per l’importanza della ns. Flotta, fu istituito uno specifico Ministero, quello della Marina Mercantile perché si intuì allora che il futuro dell’Italia era sul mare.
Ma poi, agli inizi degli anni 80, il Ministero della Marina Mercantile venne eliminato e cominciò così il declino del marittimo italiano. I sindacati frazionarono la forza lavoratrice inventando contratti di lavoro a loro interesse. Gli armatori, insistendo sull’onerosità di avere a bordo personale italiano, per il quale c’erano troppe tasse da pagare, dichiararono di essere costretti a cambiare bandiera con Io scopo di ottenere agevolazioni amministrative, benefici fiscali e poter imbarcare personale extracomunitario.
Il mondo marittimo stava sprofondando in un burrone senza fine ed a questo punto nasce la legge 30/98 o legge del doppio registro internazionale, che doveva permettere agli armatori italiani di tornare sotto la nostra bandiera nazionale senza pagare tasse e con la possibilità di imbarcare nuovamente i marittimi italiani.
Venne creato anche un Osservatorio Marittimo con lo scopo di controllare la corretta applicazione della legge 30/98. L’accertamento doveva essere eseguito dalle Capitanerie di Porto, dal Ministero dei Trasporti e dalle organizzazioni sindacali firmatarie del decreto.
Ed è a questo punto che la CONFITARMA, con Grimaldi in testa e con la complicità dei sindacati, ha sovvertito quelli che erano i veri intenti della legge. II risultato è che oggi il marittimo italiano è penalizzato e non trova lavoro sulle navi della flotta italiana.

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Marittimi, l’intervista esclusiva all’armatore Vincenzo Onorato

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