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ORGANIZZAZIONE SANITARIA INAIL CAMPANIA

 

Oggetto: RECLAMO SULLA ORGANIZZAZIONE SANITARIA INAIL IN CAMPANIA

 

Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere, dai nostri associati, segnalazioni di danno e disagio conseguenti alla cattiva organizzazione sanitaria delle sedi INAIL della Campania.

Tanto premesso, per il momento, ci limitiamo ad esporvi solo alcune evidenze, riservandoci, in seguito ad ulteriori accertamenti, di fornire una situazione più completa e dettagliata.

Sappiamo che oggi, ogni sede della Campania, presenta problemi di organizzazione sanitaria e che, pur risultando un complessivo sovrannumero di medici nell’ambito della regione, vi sono sedi con carenza ed altre con un elevato numero di sanitari.   

Ci riferiamo soprattutto alla scandalosa situazione delle sedi di Napoli dove da qualche tempo, tutti i medici sembrano scomparsi.

A dire il vero, siamo conviti che, a Napoli, ci siano anche medici “imboscati” che risultano “lavorare” presso la Direzione Sanitaria Regionale ma che, di fatto, non fanno nulla.

E qual’ è il risultato di questa cattiva gestione? Si accumulano le pratiche e si penalizza ingiustamente gli assicurati. I tempi di gestione delle stesse sono infatti diventati lunghissimi, una sorta di tela di Penelope.

Ma la cosa più grave, è che abbiamo appreso di un meccanismo “diabolico”. Molti   medici, per tentare di non incorrere in conseguenze da parte dell’INAIL e non perdere il premio di produttività, sembra non riconoscano le malattie professionali (soprattutto se è stato superato quel periodo di legge tra arrivo della domanda ed effettiva gestione della pratica) e rifiutano quelle collegiali sostenendo una sproporzione fra richiesta di parte e valutazione INAIL.

Tali atteggiamenti, oltre ad essere contrari ai doveri d’ufficio, non trovano alcuna giustificazione di legge poiché, le collegiali mediche, sono un diritto degli assicurati e non sono a discrezione dei medici dell’INAIL.

Un’altra conseguenza è l’aumento del contenzioso legale che, se da un lato mette a posto i medici dell’INAIL, dall’altro aumenta il numero delle cause, con un notevole incremento di spese legali per l’INAIL e quindi, di conseguenza, per gli assicurati che pagano le tasse.

Si segnalano, inoltre, altri elementi anomali come, per esempio, l’assoluta “discrezionalità” nel riconoscimento delle malattie professionali (una stessa malattia in alcune sedi viene riconosciuta è ad altri no) e dei periodi di malattia per la stessa patologia (per alcuni assicurati lunghissimi per altri molto brevi) ed inoltre è anche molto ambiguo il rapporto che, molti medici ed infermieri, hanno con i fornitori di protesi.

Questi fatti e molti altri su cui poi torneremo, sono certamente noti alla Direzione Sanitaria INAIL della Campania la quale, evidentemente, fa finta di non vedere.

Diventa quindi doveroso per noi chiedere un’immediata indagine interna che verifichi la gestione della organizzazione sanitaria in Campania e che identifichi e rimuova i responsabili di illeciti e irregolarità.

Se tale esposto non avrà il seguito richiesto, ci troveremo costretti ad esporre i fatti portandone le prove alla competente procura della repubblica.

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