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SI PARLA DI FORMAZIONE, MA NON TUTTI SANNO

Pochi sanno dell’esistenza della Italian Maritime Academy a Manila, voluta dalla CONFITARMA e dal RINA, un’Accademia Italiana organizzata nelle Filippine chiaramente non è per la formazione di marittimi italiani, ma di lavoratori stranieri extracomunitari da impiegare su navi da Crociera. In parole povere, mentre i marittimi italiani, grazie ai pochi controlli su normative come per esempio quella relativa al Registro Internazionale, ed all’uso ingiustificato di bandiere di comodo, vengono lasciati a casa senza lavoro, l’armamento italiano chiede agevolazioni statali sostenendo di non riuscire a trovare lavoratori italiani. Lo stesso armamento investe poi denaro per la formazione di personale extra comunitario e non investe invece in Italia e/o Europa (se non progetti di scarsa entità).
Per capire bene: Gli armatori iscritti a CONFITARMA affermano di non trovare lavoratori marittimi Italiani e/o Europei e, invece di investire nella formazione qui in Italia, che fanno? si recano in un Paese asiatico ed investono lì.
Alcuni anni fa il buon Rina, usava parole come “investire nella leadership”, mentre si leggeva che, CONFITARMA, da sempre attenta all’addestramento del personale marittimo, “adesso guarda a Oriente”, in particolare a Manila (Filippine). Ed infatti nasce così l’Italian Maritime Academy, una scuola che forma Ufficiali di Coperta, Ufficiali di Macchina, Equipaggi, Personale qualificato (elettricisti, saldatori), Staff (Safety/ Security Officer), destinati, soprattutto, per le rotte internazionali.
Di concerto con RINA (Registro Italiano Navale), CONFITARMA ha messo in piedi una struttura fatta di aule, simulatori, insegnanti, destinata ai corsi ed agli esami degli aspiranti marinai filippini che così rappresentano ora il più ampio mercato del lavoro marittimo. Tutto questo è avvenuto sotto la supervisione di un comitato scientifico italiano di cui facevano parte, come membri di diritto, oltre all’ora IPSEMA ed al RINA, anche l’Associazione Italiana dell’Armamento di Linca, l’Associazione Italiana degli Agenti Raccomandatari Mediatori Marittimi, la Federazione Italiana Trasporti, le accademie del Mare di Genova e Venezia, la ForMare di Napoli, il Ministero dei Trasporti ed il Corpo delle Capitanerie di Porto.
Alla faccia dell’Italia e dell’Europa, creare “l’Italian Maritime Academy”, è stato un modo concreto per mettersi al servizio dei bisogni della propria clientela e gestire così una “reale esigenza di mercato”.
E ancora: Costa Crociere, progetta di reclutare 7000 – 10000 marinai filippini nei prossimi 5 – 8 anni. La compagnia di navigazione, dichiara in una nota, che anche se il progetto è ambizioso, il loro obiettivo è reclutare dai 7000 ai 15000 filippini, da poter imbarcare sulle 12 navi della sua flotta. La motivazione dell’armatore e che “preferisce imbarcare personale filippino, poiché questo parla inglese e si sa rapportare meglio con gli altri membri dell’equipaggio e con gli ospiti”. Questo personale verrebbe impiegato nei vari settori lavorativi della nave, dal casinò alla cucina, dalla coperta alla macchina.
Insomma la creazione l’Italian Maritime Academy è stata una grandissima manovra, progettata a tavolino e con grandi investimenti, dove TUTTI SAPEVANO e per la quale nessuno ha posto dubbi e/o incertezze riguardo alla ricaduta negativa che avrebbe portato tale investimento al di fuori dell’Italia e dell’Europa sulla forza lavoro dei giovani marittimi Italiani e Comunitari
Mentre la grande lobby del mare investiva in questi corsi di formazione all’estero, in Europa si proponeva il progetto EMMA European Merchant Marine Academy, promossa dalla Commissione Europea ma, stranamente, rimasto nella TOTALE INDIFFERENZA SIA DI CONFITARMA CHE DEL GOVERNO ITALIANO. Questo progetto doveva permettere la formazione delle nostre future “leadership”. A questo punto noi ci domandiamo come mai le istituzioni su indicate e gli armatori, che si dicevano così sensibili alla formazione, sono poi rimasti indifferenti a questo progetto Europeo senza mai fornire la motivazione per riguardo al diniego di questo progetto. È piuttosto evidente che si è investito al di fuori dell’Europa con il solo scopo di poter far aumentare i profitti delle società armatoriali che hanno così potuto sfruttare il basso costo della manovalanza extracomunitaria e questo, ovviamente, non è stato fatto sicuramente a scopo umanitario, ma solamente per l’interesse di pochi, come sempre, a nessuno frega niente che in questo modo si è danneggiato e si continua a danneggiare il sistema Europa e non solo per il settore marittimo. Prendiamo in esame la società Costa Crociere i cui dati sono oggi è oggetto di analisi da parte di molti: oltre 2/3 dei lavoratori di una società italiana risultano stranieri, il che vuol dire che, ogni mese, milioni di euro, invece che entrare nel circuito economico Europeo e quindi anche italiano, finiscono nelle banche e nell’economia di Paesi non comunitari!!!!.
Questo è solo uno degli aspetti che l’Europa cieca paga e che si ripercuote su tutti noi ed è l’esatto contrario dell’extracomunitario che lavora nella fabbrica del nord Italia ma che vive nel nostro paese al quale paga le tasse e che spende in negozi italiani ed acquista anche prodotti italiani lasciando così nella nostra economia la maggior parte del suo salario.
Si dice che i giovani di oggi non vogliono navigare più, ma siete sicuri? A terra quale futuro gli viene garantito? Un precariato a vita? Oggi per loro l’unica prospettiva è navigare, perché tutte le porte a terra sono chiuse e non esistono neanche più speranze di trovare lavoro a seguito di processi di pensionamento anticipato perché il sistema Europa è collassato!!! e non risultano attuate politiche per la mobilità del lavoro nel nostro settore. Avete promesso denaro (che poi non è neanche molto) e carriere veloci (generando altro danno). I giovani, quelli definiti “sfaticati”, vi chiedono una vera Accademia Europea della Marina Mercantile, ma l’unica risposta che hanno ricevuto dalla “classe di ferro” è:
INDIFFERENZA (nell’interesse di pochi), mentre, forse, si dovrebbe cominciare a preoccuparsi dell’interesse dei tantissimi sempre più esasperati!!!!
Molte Associazioni di categoria e Sindacati segnalano di avere molti iscritti che non trovano lavoro, persone con anni di navigazione e grande esperienza che rimangono a casa e vedono che gli investimenti vengono fatti Manila? Non sarebbe meglio continuare a dare lavoro a chi già lo aveva e investire solo dopo anche altrove? Non sarebbe più giusto, visto che nei Paesi emergenti già investono oggi nella formazione universitaria dei loro futuri marittimi, e che anche da noi CONFITARMA-RINA-ISTITUZIONI investissero nella formazione per rendere i nostri giovani competitivi sul mercato internazionale del lavoro?
ORA BASTA!! È VENUTO IL MOMENTO DI FARE UNA VERA E PROPRIA “RIVOLUZIONE MARITTIMA EUROPEA”, TESA ALLA SALVAGUARDIA DELL’OCCUPAZIONE ED AL RISPETTO DELLE PERSONE CHE LAVORANO O CHE VOGLIONO INIZIARE A LAVORARE SUL MARE.

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Marittimi, l’intervista esclusiva all’armatore Vincenzo Onorato

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